Non finisco di perderti dopo quella camera d’albergo
Dove nuda e distolta mi hai gridato vattene
Non ricordo più il motivo del litigio, la mia colpa
Ma la tappezzeria, la tua schiena curvata
La natura morta del giorno e dell’armadio,
E la mia convinzione indolore che ti avrei rivista
Da: Arresti frequenti, Poesia scelte 1965-2006, Luca Sossella Editore.