Il mattino va al mercato, cigolante e duro,
ammantato di platani e fragranza di caffè,
voci intrecciano nidi negli orecchi,
maniche scompaiono in ampi panieri.
Quante forche forcine e passi perduti,
quanto svolazzare, acqua quanta,
quanto, quanto, quanto di tutto
che si apre, sbadiglia, vomita, canta.
E lasciati i nostri letti lo seguiamo,
alcuni ancor bianchi del candore di lenzuola,
come favi di gioiose grida e aspettative,
ma pure chi, non più uomo, spettro ormai vola.
Parole di mare, Amalfi, 2000.