Paulo Teixeira (Maputo, 1962) è una figura di spicco della generazione di poeti portoghesi emersa negli anni '80. Nato in Mozambico (all'epoca Lourenço Marques), ha scelto come luogo d'elezione l'Algarve, dove vive da anni e dove si sente profondamente radicato, conciliando la scrittura con l'insegnamento della geografia nelle scuole secondarie di Portimão.
La sua è una voce poetica di rara vocazione lirica e volutamente impersonale, capace di spaziare attraverso un vasto patrimonio storico, mitico e mistico che abbraccia secoli e latitudini differenti. Nei suoi versi, la realtà viene spesso filtrata da una luce crepuscolare, come se il poeta osservasse i frammenti di un mondo perduto che si proiettano sul tempo presente, trasformandolo in una sorta di cronaca della desolazione contemporanea.
Il valore della sua opera è stato sancito da numerosi e prestigiosi premi letterari sin dai suoi esordi: ha ricevuto il Premio Revelação APE (1983) con Epos, il Premio Caminho (1985) con As Imaginações da Verdade, e nel 1991 ha vinto i premi Pen Club e Inasset con Inventário e Despedida. Tra le sue altre opere di rilievo si annoverano Arte da Memória, Colóquio-Letras e Um Pouco da Morte.
Per Casa della poesia, Teixeira incarna la figura dell'intellettuale che, lontano dai centri del rumore mediatico, esplora con precisione quasi scultorea il rapporto tra il paesaggio, la storia e la memoria, rendendolo uno dei custodi più autorevoli della parola poetica lusitana.
