Quando muore un bambino, sua madre
si sforza di non piangere, dicendosi
che è salito nel cielo, in braccio agli angeli.
Ma poi, rimasta sola,
si lascia andare al pianto più straziante
perché vorrebbe avere quel suo figlio
un po’ meno nel cielo
e un po’ più in basso
con lei su questa terra
di lacrime.
Poesia
Quando muore un bambino
Kad umre dijete
Traduzione italiana
Testo originale · Italiano
Kad umre dijete, mati
suspreže plač, govoreći sama sebi
da je uzašlo u raj, anđelima u naručje.
Ali poslije, kad ostane sama,
udari u gorki plač
jer htjela bi da joj sin
bude malo manje u raju
a više tu dolje
uz nju na ovoj zemlji
suzâ.
Altre poesie di Scotti
Informazioni sull'opera
- Poeta
- Giacomo Scotti
- Nazionalità
- Italia
- Lingua originale
- Italiano
- Traduzione
- Traduzione italiana
- Traduttore
- Giacomo Scotti
Libri dell'autore
5
Ricordo di Alfonso Gatto
5,00In occasione del Centenario della nascita di Alfonso Gatto, Giacomo Scotti ricostruisce la storia dei suoi incontri con il grande poeta salernitano a partire dal 1948, fino agli anni '70 e fino all'amicizia con Izet Sarajlić. Un ricordo commovente e ricco di notizie e informazioni inedite.
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Due mari, due poeti, tre amici
13,00Giacomo Scotti, per decenni ponte tra Italia e mondo slavo, all'età di 91 anni si inventa quest’ultimo incontro a tre, tra lui, Alfonso Gatto e Izet Sarajlić in quel luogo ideale che è Casa della Poesia.
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Vivere le vita
13,00L'autoantologia poetica (2000-2020) del poeta nato a Saviano, vicino Napoli, e vissuto in Istria, vero ponte tra la cultura italiana e quella slava. Un protagonista della letteratura di frontiera, contro ogni frontiera.
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Viaggi con poeti e altri personaggi
15,00Ricordi e incontri di un protagonista della vita culturale italiana e istriana degli ultimi 50 anni. Giacomo Scotti è stato, ed è ancora, un vero ponte tra la cultura italiana e quella jugoslava. Alida Valli, Pier Paolo Pasolini, Ivo Andrić, Ho Chi Minh ed altri, fra le due sponde dell'Adriatico.
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I versi si danno la mano
13,00In questo libro Scotti chiama a raccolta, attorno ai suoi versi, i versi di amiche e amici poeti. Poesia, quindi, è andare verso l’altro sé, differente per misure e sensibilità, ma unito in quella ricerca incessante che sono la vita e la scrittura. Le scritture evocate e qui messe accanto alla sua sono di Juan Octavio Prenz (1932-2019), Antonio Catalfamo, Laura Marchig, Anna Volpe e Gianluca Paciucci. Si tratta di sodalizi antichi e più recenti, consolidati tra Italia e Jugoslavia: ma se quest’ultimo è, da più di trent’anni, un Paese ex, tali non sono gli affetti nati lì e altrove. Poesie d’acqua (soprattutto mari, ma anche fiumi e qualche lago), quelle di Scotti, e poesie d’immensa intimità: sono le “parole semplici in famiglia” a racchiudere il segreto di un’esistenza d’affanni e di limpide lotte, e a darle valore. E sono i segni minimi di mondi umani e animali-vegetali, in una democrazia intergenerazionale e cosmica, a dire che ne è valsa la pena, che ne vale ancora la pena. “…Fin che vivo che fare? / Stringere tra le dita / la penna o la matita / e specchiarmi nel mare…” Pena e penna, mare e Male: questo è il chiasmo di Giacomo Scotti, mai definitivo.
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