Sono campane di mare
di silenzi e di voci
chiuso nel Tempo
e nessun Dio sente i suoni
di acqua e di fuoco
della mia carne
In Occidente
ogni primavera che passa
è ferita che si rinnova
Ed io
scavato da ombre e pietre
trascorro le notti italiane
nel gorgoglio di sangue
Da anni in ansia e paura di morire
Ingannato dalle voci degli oracoli
richiamo volti conosciuti
che non torneranno (e mai torneranno!)
Sterili sono i miei sogni
nel buio della stanza sgombra e
ogni giorno impazzisco un poco.
da: Corpo presente, Botimet Dritëro, Tirana, 1999