Gianni D'Elia
Foto: Pier Paolo Iagulli
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Gianni
D'Elia

Adriatica

Biografia

Gianni D'Elia (1953) è un intellettuale a tutto campo: dalla militanza editoriale con Lengua alla traduzione dei classici francesi, fino alla collaborazione con la canzone d’autore. La sua presenza a Casa della poesia nel 2007 non è stata solo quella di un poeta, ma di un testimone della memoria collettiva e della resistenza culturale.

Nato a Pesaro, Gianni D'Elia è una delle voci più civili e "corsare" della letteratura italiana contemporanea. Libero docente, traduttore e critico, ha fondato e diretto la rivista Lengua (1982-1994), laboratorio fondamentale di resistenza linguistica e civile. Il suo esordio poetico con Non per chi va (1980) ha segnato l’inizio di una produzione vastissima, pubblicata in gran parte da Einaudi, che comprende raccolte come Segreta (1989), Notte privata (1993), Bassa stagione (2003) e Trovatori (2007). Erede spirituale e studioso rigoroso di Pier Paolo Pasolini (a cui ha dedicato opere capitali come L'eresia di Pasolini), D'Elia canta l'Italia delle periferie e dei consumi con una lingua che recupera la forza della rima e del ritmo, vincendo nel 1993 il Premio Carducci.

Gianni D'Elia incarna la figura del "poeta-cittadino" e del traduttore come mediatore di mondi. Ospite a Baronissi nel marzo 2007, ha portato con sé la memoria dei grandi simbolisti e surrealisti francesi (da Baudelaire a Gide, da lui tradotti per Einaudi) e la sua esperienza di paroliere per Claudio Lolli, con il quale ha condiviso una visione del mondo "dalla parte del torto". In sintonia con la missione di Casa della poesia, D'Elia ha testimoniato come la poesia possa abitare non solo il libro, ma anche la canzone, il saggio e la critica militante, restando sempre fedele a un’idea di arte come verità pubblica e civile.

La sua presenza rappresenta il punto d'incontro tra la grande tradizione lirica europea e la realtà cruda dell'epoca contemporanea. Per D'Elia, la scrittura è un "congedo" e al tempo stesso una "rivolta", un modo per stare sulla riva dell'epoca osservando il mare adriatico e il destino dell'uomo con uno sguardo che non rinuncia mai alla speranza, anche quando attraversa "la polvere e le spine" della storia.

Poesie disponibili

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