Tommaso Di Francesco
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Tommaso
Di Francesco

Il corpo che un corpo dà

Biografia

Nato a Roma nel 1948, Tommaso Di Francesco incarna una delle figure più potenti del rapporto tra scrittura civile e ricerca lirica. Storica firma e condirettore de il manifesto, ha passato la vita a raccontare le ferite del mondo, trovando nella poesia l'unico linguaggio capace di andare oltre il fatto nudo e crudo. Per Di Francesco, la poesia non è mai un rifugio, ma il luogo dove la storia viene decifrata nella sua essenza più profonda e dolorosa.

La sua produzione poetica è vasta e segnata da una coerenza granitica, forgiata nel confronto con i grandi maestri della letteratura italiana. Sin dagli esordi con Ultimo assedio (1980), la sua lingua ha attirato l'attenzione di critici e poeti come Renzo Paris e Roberto Roversi. Opere come Doppio deserto (1985, prefazione di Paolo Volponi) e Cliniche (1987, introduzione di Franco Fortini) mostrano un autore che osserva le macerie della modernità non con distacco, ma con una pietas che si fa atto di accusa.

La sua è una "poesia di frontiera", capace di spaziare dal mito del cinema (Il giovane Mitchum, 1988) al dramma dei conflitti balcanici raccolto in Il buio della specie: quaderno slavo (1998). Di Francesco scrive per dare voce a chi è confinato nelle "enclavi" del potere, trasformando la parola in uno strumento di resistenza.

Il rapporto con Casa della poesia e la Multimedia Edizioni è storico e si sviluppa in varie forme di collaborazione in questi 30 anni ed è suggellato dalla pubblicazione di Bistro: epigrammi attraverso la redazione de il manifesto (1999). In questo volume, Di Francesco trasforma la redazione di un giornale in un osservatorio privilegiato sull'umanità, usando l'epigramma come una freccia acuminata e ironica.

La sua presenza nel progetto di Baronissi rappresenta il legame indissolubile tra la cultura della sinistra critica e la libertà dell'arte. Tommaso Di Francesco è un compagno di strada fondamentale, capace di portare il respiro della grande storia internazionale dentro i festival, ricordandoci che la poesia deve avere il coraggio di guardare in faccia il "danno" della nostra epoca senza mai perdere la speranza della bellezza.

Per Casa della poesia ha partecipato all'edizione del 2001 di "Napolipoesia" e nel 2002 e nel 2006 agli "Incontri internazionali di Sarajevo".


Poesie disponibili

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