Giancarlo Cavallo
Foto: Rossella Nicolò
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Giancarlo
Cavallo

Blues del Bar 50

Biografia

Nato a Salerno nel 1955, Giancarlo Cavallo è una figura capace di coniugare una rigorosa formazione accademica con una instancabile attività di animazione poetica internazionale. Laureatosi con lode in Lettere Moderne sotto la guida di maestri del calibro di Edoardo Sanguineti ed Enrico Crispolti, ha saputo trasformare questo bagaglio critico in una produzione creativa che spazia dalla poesia alla saggistica, dalla traduzione alla performance multimediale.

La parabola creativa di Cavallo inizia nei primi anni '80 e si dipana attraverso raccolte fondamentali come Poema Robinson (1982), Quadreria dell’Accademia (Multimedia, 2008) e la più recente Tra respiro e ignoto (2023). La sua scrittura è un’indagine costante sullo spazio, la biblioteca e il mare, elementi che tornano come nodi centrali della sua geografia interiore.

In opere come 26 – tribute to the twenty-six dead women (2020), la sua poesia si fa impegno civile e rito collettivo: attraverso la formula della "lettura partecipata", il testo è diventato un progetto itinerante che ha coinvolto centinaia di donne in tutta Italia, trasformando il dolore individuale in memoria condivisa.

Nel 1996, insieme a Sergio Iagulli e Raffaella Marzano, è tra i poeti fondatori di Casa della Poesia di Baronissi.

Cavallo è stato l’artefice di innumerevoli ponti linguistici. Come traduttore e curatore, ha permesso al pubblico italiano di scoprire voci capitali come lo scrittore haitiano Paul Laraque (La sabbia dell’esilio, André Breton ad Haiti), il franco-egiziano Michel Cassir (La poesia è il tuo doppio) e insieme a Rossella Nicolò i francesi Francis Combes (Propaganda per la primavera), Chsritiane Veschmabre (Le parole povere), Marc Alyn (Notizie dall'altrove), Nohad Salameh (Il tempo muore delle sue ferite) e il maliano Ismaël Diadié Haïdara (Tebrae).

La sua attività si estende alla saggistica, con studi sulla poesia visuale portoghese, e alla critica militante attraverso la rubrica Verso Casa sulla rivista Potlatch, dove continua a mappare i "poeti lontani visti da vicino".

Protagonista dei più importanti festival internazionali — da Sarajevo a Patrasso, da Eskişehir a Napoli — Cavallo ha saputo far dialogare il verso con altre forme d'arte. Le sue collaborazioni multimediali con il compositore Raffaele Cuomo e con l’artista Giuseppe De Marco testimoniano una visione della poesia come materia viva, capace di farsi musica, immagine e cinema (Blues del bar 50, Matres). Tradotto in numerose lingue (spagnolo, inglese, turco, greco, francese), il suo lavoro è oggi inserito in prestigiose antologie della poesia italiana contemporanea.

Il capitolo a lui dedicato non è solo il ritratto di un autore raffinato, ma l'omaggio a un intellettuale che ha scelto di mettere il proprio talento al servizio della comunità, convinto che ogni "ruga d'inchiostro sulla carta" sia un atto di resistenza contro l'ignoto.

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